Cina



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Nel 1988 io e la mia compagna Paola, decidemmo di partire per la Cina. E’ stata una sfida non indifferente, per me era il secondo “grande viaggio”, per Paola era il primo. Anche questa volta non abbiamo preso pacchetti turistici ma solo il volo Milano-Honk Kong. Abbiamo dovuto preparare bene il viaggio che durò trenta giorni, procurandoci cartine del paese in cinese, cosa che ci è tornata utilissima visto che l’inglese veniva parlato pochissimo e solo agli aeroporti ed in altri sporadici posti. Era da pochi anni che la Cina aveva aperto le porte al turismo individuale, ciononostante il visto per la Cina non veniva rilasciato dall’Italia, bisognava procurarselo ad Hong Kong, all’epoca ancora colonia inglese.

L’arrivo ad Hong Kong è stato entusiasmante, già dall’atterraggio con l’aereo che sembrava sfiorare i grattacieli. Hong Kong è una delle città più belle che io abbia visto. Passammo una settimana a Hong Kong, il tempo necessario per ottenere il visto, e poi prendemmo il treno per passare il confine ed arrivare in Cina, a Canton. Mai come allora mi è sembrato di fare un salto nel tempo. Arrivati a Canton sbagliammo subito scendendo in una stazione secondaria della città in una zona che non riuscivamo a capire, consultando le nostre cartine in cinese, dove fosse. Le vie erano scritte tutte in cinese e non riuscivamo a trovare nessuno che parlasse un minimo di inglese nemmeno nei locali della stazione, vagavamo per le vie con gli zaini in spalla cercando di confrontare le scritte in cinese delle vie con quelle della nostra cartina ma, per chi non lo sapesse, la Cina è enorme e le città non sono da meno. .

Dopo un’ora, che eravamo con la cartina aperta in mezzo alla strada, fummo circondati da una cinquantina di persone gentilissime che ridevano e si sforzavano di consultare la nostra cartina rigirandola come fosse un volante di un torpedone alle prese di una tortuosa discesa in montagna. Dopo mille consultazioni i cinesi venuti in nostro soccorso ci confermarono che ci trovavamo a Canton (bella scoperta), fortunatamente, prima che il panico ci assalisse, trovammo un professore cinese che parlava qualcosa in francese e riuscì ad indicarci il bus per arrivare alla zona dove avremmo potuto trovare da dormire, durante il tragitto il bus si è spento e senza nessuna protesta scendemmo tutti a spingerlo per farlo ripartire.

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Trovammo un hotel enorme e alla reception un addetto che parlava a mala pena l’inglese; ne approfittammo subito per farci scrivere su dei foglietti in cinese frasi del tipo: “Salve, vorrei andare alla stazione” oppure “Dove posso trovare un Hotel?”

Non so che cosa avesse scritto nei vari foglietti che avevamo, ma durante il viaggio ci sono tornati utili e nessuno ci ha mai trattato male. Ormai avevamo rotto il ghiaccio (anche qui i  condizionatori negli hotel facevano da padroni), ed anche nei ristoranti con un menù scritti solo in cinese non ci spaventavano, ci alzavamo dal tavolo ed andavamo ad indicare i piatti dei tavoli dei vicini per ordinare qualcosa che almeno alla vista sembrasse qualcosa di commestibile, scatenando ogni volta l’ilarità dei commensali e dei camerieri. Imparammo subito ad usare le bacchette visto che di forchette non c’era neanche l’ombra. Girammo la città rimanendo colpiti da molti particolari.

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Dopo Canton ci dirigemmo a Guilin, una città affascinante per la grandiosità dei picchi e delle formazioni rocciose. Una escursione da non perdere è il percorso in battello sul fiume tra Guilin e Yangshuo: è il modo migliore per scoprire lo scenario  incantevole  di Guilin

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Lo spettacolo che si ha modo di vedere durante il viaggio in battello è veramente magnifico.

Il fiume serpeggia tra le particolari cime rocciose verdeggianti. Sulle rive si affacciano villaggi di pescatori  che sulle  piccole imbarcazioni  praticano ancora la tradizionale pesca col cormorano: con il collo stretto da un anello l’uccello rigurgita a bordo il pesce pescato e ancora vivo che non riesce ad ingoiare.

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Durante l’escursione ci venne offerto un “pranzo” cucinato sull’imbarcazione , questa era la cucina..

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Riuscimmo a fare scambio, con un gruppo di giovani cinesi, di bibite dai colori accesi che avevamo sul tavolo (e che non osavamo bere) con delle fresche bottiglie di birra cinese che gli altri non apprezzavano. Per rientrare in serata a Guilin si è poi viaggiato in autobus. Dopo Guilin, con un volo aereo, ci siamo diretti a Kunming capitale dello Yunnan. Gli spostamenti tra una città e l’altra li facemmo in aereo, cosa che semplificò non poco il viaggio in quanto presso gli uffici della compagnia aerea riuscivamo a prenotare il volo successivo grazie al fatto che allo sportello vi era un impiegato che parlava inglese. Kunming, conosciuta come la Città dell’eterna primavera, è una grande città con strade invase da centinaia di  biciclette e pochissime auto, con le vie piena di cortili delle modeste abitazioni.

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E’ piacevole camminare nei grandi parchi della città e scoprire scene di vita quotidiana.

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Una escursione da non perdere a 120 Km a sud-est  è la Shilin (Foresta di pietre), fenomeno naturale di una bellezza estrema, formata da  depositi calcarei a forma di picchi isolati, collegati fra loro da un labirinto di sentieri, formatesi circa 200 milioni di anni dopo che un grande mare  scomparve lentamente a causa dei movimenti della crosta terrestre. Ai piedi di questa “strana” foresta vi è un lago in cui si specchiano i picchi e le rocce.

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La tappa successiva fu Xi’An , città di origini antichissime. Abbiamo ancora un ricordo vivissimo della strada sotto il nostro albergo, una strada invasa da moltissimi banchetti che la sera si industriavano per fare da mangiare, chi preparava fritture di pesce chi spiedini di carne, chi esponeva pentoloni enormi con dentro minestre da colori più svariati chi preparava il pane e spaghetti freschi con abilità impressionanti.

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Abbiamo sempre mangiato in questa stradina saltando da un banchetto all’altro e gustando dei piatti veramente saporiti.

L’attrazione principale è sicuramente la  Tomba dell’imperatore Qin Shihuangdi (il primo imperatore Qin)  e il suo Esercito dei guerrieri in terracotta. La tomba, che ancora non è venuta alla luce completamente fu scoperta nel 1974 da dei contadini. L’esercito in terracotta dell’imperatore Qin Shihuangdi consistein  più di 8000 tra guerrieri e cavalli a grandezza naturale che costituivano il suo corpo di guardia.

Dopo Xi’an abbiamo raggiunto Pechino. Capitale della Cina, era caotica già allora e la modernità si faceva violentemente avanti in contrasto con la popolazione, ricordo ancora al mattino presto gruppi di  decine di cinesi che nei parchi cittadini facevano Thai Chi Cuan, antica Arte Marziale Cinese. Di una bellezza senza pari è la Città Proibita,  Palazzo Imperiale durante le dinastie dei Ming , costituito  da decine di cortili e circa 9000 stanze su una superficie di 72 ettari .

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Vi si accede dalla immensa piazza Tian’anmen, divenuta tristemente famosa il  l 4 giugno 1989 per la violenta repressione della protesta studentesca.

Altra attrattiva assolutamente da non perderete è la Grande Muraglia Cinese  lunga ben 6.350 chilometri. Per raggiungerla, un mattino, ci armammo del solito biglietto scritto in cinese dal gestore dell’hotel che doveva contenere la frase “Dove parte il bus per la grande muraglia?”.

Mostrammo una decina di volte questo biglietto a varie persone e finalmente ci fecero salire su un bus, mi rendo conto ancora oggi che se mai avessi trovato un burlone che per farci uno scherzo ci traduceva la frase con qualcosa del tipo “Dove parte il bus per le miniere di talco?” Molto probabilmente saremmo ancora in Cina a lavorare in miniera.

Fortunatamente il senso del umorismo cinese non prevedeva questa possibilità.

A metà del viaggio per raggiungere la Grande Muraglia, che durava circa un paio d’ore,  mi prese uno di quegli attacchi che spesso i viaggiatori conoscono, la famosa diarrea del viaggiatore.

Cercare di spiegare all’autista di fermarsi era impossibile, ero quasi sul punto di cedere quando, fortunatamente il bus si fermò per rifornimento. Mi fiondai subito ai bagni che consistevano in due file, una per gli uomini e una per le donne, di cessi alla turca senza porta e separati uno dall’altro da un muretto alto un metro. Non avevo scelta, mentre mi esprimevo in tutta la mia grandezza accovacciato sul cesso, fissavo negli occhi, ad un metro davanti a me, il primo di una fila ordinata di cinesi che attendeva educatamente che finissi le mie funzioni. Sono mortificato ancora oggi allo spettacolo che deve esse stato per quei poveretti. Dopo questa esibizione ero pronto per visitare la Grande Muraglia che al confronto con l’impresa da me compiuta poco prima, non risultava così imponente.

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La tappa successiva fu Shanghai una stupenda metropoli conosciuta come la “Perla d’oriente” ricca di edifici coloniali europei.

Per visitare Shanghai, visto il caldo opprimente, ci alzavamo alle cinque del mattino per scoprire una città viva sin alle prime ore dell’alba, alle 11 tornavamo in hotel per dormire sotto le coperte visto che l’aria condizionata era impossibile da gestire, per poi tornare verso 17 ad affrontare la città fino alla sera, per le strade principali vedevi palazzi storici e nelle vie laterali curiosità come il banchetto di un dentista, o anziani davanti a vecchi templi.

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Dopo Shangai rientrammo ad Hong Kong dove il nostro volo ci avrebbe riportato a casa.

Presumo che oggi la situazione sia profondamente cambiata rispetto al 1988 visto l’enorme sviluppo economico che la Cina ha avuto in questi anni, non so se ci sono ancora strade della capitale inondate di biciclette, o le vecchie fiat 500 che facevano da taxi, sicuramente resta un viaggio affascinante.

Abbiamo trovato una cucina molto varia e di buon livello e non abbiamo avuto particolari problemi di salute.

Informazioni Utili

 

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Nome in lingua locale: Zhong Guo

Governo: Repubblica popolare

Superficie (Km²): Km 9.561.000

Popolazione: 1.230.000.000

Capitale: Pechino

Lingue utilizzate: Mandarino, Yue, Wu, Hakka, Xiang, Gan, Minbei, Minnan

Religioni:
Buddisti, Cattolici, Lamaisti, Musulmani, Protestanti, Taoisti, Confuciani

Moneta: Yuan renminbi

Fuso orario: +8

Prefisso telefonico: 0086

Corrente elettrica: 220V 50 Hz I

Ambasciate e consolati in Italia:
Via Bruxelles, 56 00198 Roma Tel.06/8848186 Fax 06/85352891 Consolato: Via Tazzoli,7 20154 Milano Tel.02/6552396

Documenti necessari per l’accesso:
E’ necessario il passaporto in corso di validità e il visto e occorrono circa due settimane per ottenerlo.

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