Marocco



Marocco

Agosto 2010

Quest’anno decidiamo di tornare in Africa dopo la splendida esperienza vissuta viaggiando in Namibia. Organizziamo il nostro viaggio in Marocco due settimane prima della partenza, prenotando il volo, l’auto e la prima notte a Casablanca, tutto tramite internet. Per il volo, visto che ci siamo mossi all’ultimo, non siamo riusciti a trovare un prezzo particolarmente conveniente, scegliamo un volo con la Lufthansa Torino-Casablanca A/R a 350 €. Per l’auto prenotiamo tramite il sito Globel Car, era quello che offriva l’auto a minor prezzo, 27 € al giorno, all’arrivo a Casablanca abbiamo capito il perché. Per l’albergo abbiamo consultato la Lonely Planet ed abbiamo scelto l’Hotel Galia. Le stanze sono grandi e pulite, posizionato in centro anche se nella via c’è un palazzo distrutto e sembra di essere in una zona un po’ fatiscente. La camera doppia costa 250 Dirham e per 25 dirham a testa servono un’ottima e abbondante colazione.

1° Giorno

Arriviamo all’aeroporto di Casablanca alle 2 del mattino, siamo accolti dagli impiegati del’agenzia di autonoleggio e scopriamo che il prezzo pattuito su internet non corrispondeva, dopo un’ora di discussione paghiamo 50 € più del preventivo e ritiriamo l’auto, altra sorpresa, l’auto ha più di centomila chilometri ed era decisamente malandata, vista la tarda ora raggiungiamo l’albergo. Appena scendiamo dall’auto un parcheggiatore ci chiede dei soldi come guardiano notturno, veniamo così a scoprire la prima usanza marocchina, ogni luogo in cui lascerete l’auto vi chiederanno dei soldi per la “custodia” che vanno dai 10 Dirham per la tariffa diurna ai 20 per la notturna. Anche quando parcheggiate l’auto in un posto dove non vedete nessuno, magicamente al vostro ritorno troverete un parcheggiatore che vi chiede soldi.

Il mattino seguente partiamo da Casablanca per raggiungere Rabat, capitale e una delle città imperiali. L’autostrada ci porta velocemente a destinazione (21 Dirham) il termometro dell’auto segna 43° gradi, l’auto è senza aria condizionata e non funzionano neanche le ventole.

Avevamo deciso di fermarci a pernottare ma la città, dopo una visita di mezza giornata girovagando nella Medina, ci ha un po’ deluso, l’abbiamo trovata caotica, sporca e con poche attrattive turistiche, decidiamo di riprendere l’autostrada (31 Dirham) e di proseguire per Meknes. Cerchiamo da dormire prima nella Medina e poi, visto il rapporto qualità/prezzo delle camere che abbiamo visto ci spostiamo nella Ville Nouvelle, dove troviamo un bel albergo a prezzi ragionevoli, l’Hotel Majestic situato al 19 di Avenue Mohammed V (272 Dirham compresa colazione, il personale parla italiano). Lasciamo l’auto e a piedi raggiungiamo la piazza principale, Place el-Hedim, antistante l’ingresso della Medina è enorme e la sera si affolla di banchetti, venditori e artisti di strada.

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Visto che ormai era sera ci divertiamo ad osservare la vita che riempiva la piazza e decidiamo di non visitare la Medina di sera visto che ci era stato sconsigliato. Finiamo la giornata, decisamente lunga e stremati dal caldo, con una cena in un ristorante vicino l’albergo (40 Dirham a testa).

2° Giorno

Da Meknes partiamo per visitare i dintorni, ci fermiamo prima a Moulay Idriss, città santa del Marocco. Arroccata sui contrafforti del massiccio del Zerhoun, la città si può suddividere in due zone, una più elevata chiamata Khiber, che s’adagia verso il massiccio  ed una più in basso rappresentata dal quartiere Tasga. La zona sacra di Moulay idriss, quella che ospita la tomba di Idriss,  sorge a circa metà strada tra i due quartieri. Quest’area sacra è interdetta ai non musulmani, ma anche rimanendo all’esterno è possibile scorgere alcune interessanti architetture del complesso religioso. Salendo nel quartiere Khiber si raggiunge la terrazza panoramica, La Terrace, da dove si gode un magnifico panorama della città compreso gli edifici del Territorio Sacro.

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Lasciamo Moulay Idriss per raggiungere il vicino al sito archeologico di Volubilis, che fa parte della lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità, dove si possono ammirare resti antichi di una città romana, con esempi di mosaici pavimentali.

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Al rientro a Meknes, l’auto comincia a darci problemi, fortunatamente riusciamo a raggiungere l’albergo e contattiamo l’agenzia di autonoleggio che nel giro di 4 ore ci raggiunge e ci sostituisce l’auto con un modello recente e affidabile.

3° Giorno

Il mattino ci addentriamo, senza guida, nella Medina di Meknes, cerchiamo di seguire un percorso ma inevitabilmente ci ritroviamo a girovagare senza meta tra le viuzze ricche di bancarelle colori ed odori.. Tra gli infiniti Souk e bazar si trovano moschee che non sono accessibili a chi non è musulmano, mentre assolutamente da visitare è la Medersa Bou Inania, scuola coranica costruita intorno al 1350 dal medesimo costruttore di quella di Fès Bou Inan.

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Il cortile della scuola presenta raffinate decorazioni interne con la base in mattonelle zellij, la fascia centrale in stucco e quella superiore in legno d’ulivo intagliato, mentre il soffitto è di cedro. Ai lati del cortile, nelle celle al piano terra vivevano gli allievi più piccoli, mentre gli studenti più grandi e gli insegnanti stavano al piano primo.

Orari, prezzi e giorni di visita: tutti i giorni; 9.00-12; 14.00-18.00. Prezzo = 10 Dirham

A ovest della Medina si trova Il quartiere ebraico Mellah, mentre attraversando la piazza si trova Il Mausoleo di Moulay Ismail, tomba del veneratissimo sultano Moualy Ismail , uno dei pochi monumenti religiosi visitabili in Marocco anche dai non musulmani.

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Orari e giorni di visita: 8.30-12.00; 14.00-18.00. Tutti i giorni escluso il venerdì per i non musulmani. L’ingresso è libero.

Della Città Imperiale di Moulay Ismail, si può visitare uno dei pochi monumenti rimasti intatti, la porta Bab El Monsour. Affianco alla porta di Bab el Monsour c’è una piccola porta dello stesso stile, la Bab Djemaa en Nouar.

Il pomeriggio ci spostiamo a Fès, anche qui dopo aver visto qualche alberghetto nella Medina decidiamo di spostarci  nella Ville Nouvelle, più comoda per chi ha un’auto da parcheggiare e ci sistemiamo all’Hotel Royal al 36 Ave Soudan, (190 Dirham per una doppia), stanza molto essenziale. Passiamo le poche ore che ci separano dal tramonto passeggiando lungo i viale della Ville Nouvelle per concludere la serata con un’ottima cena a base di pesce (60 Dirham).

4° Giorno

Raggiungiamo in auto uno dei parcheggi vicino alle mura e ci addentriamo nella Medina di Fès, la più grande del Marocco e inserita nella lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità. Entriamo nella Medina attraverso la porte Bab Boujeloud e ci ritroviamo in un dedalo di viuzze affollate con banchetti di ogni cosa.

Marocco 22

Tra le moschee, madrease, innumerevoli souq, bazar e i foundouk, antenati dei caffè francesi, si alternano profumi come la menta fresca e spezie di ogni colore a odori più forti della carne esposta a cielo aperto per finire con odori nauseabondi che provengono dai bagni della concia, che si intensificano all’avvicinarsi nel souk dei tintori. Salendo sulla terrazza di uno dei tanti negozi di pellame, si può vedere il lavoro massacrante dei tintori chini sulle tinozze colorate di tinture di ogni colore e le vasche per la concia nelle quali vengono aggiunti ingredienti quali escrementi di piccione e di mucca, oli di pesce, estratto di cervello di animali, grassi animali, acido solforico.

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Tra i luoghi da ammirare, sicuramente da non perdere la splendida Médersa Bou Inania, ha la fama di essere uno dei monumenti più belli del Marocco. Questa scuola coranica fu costruita dai Marinidi per volontà del sultano Bou Inan tra il 1350 e il 1357. Decorata con legno di cedro intarsiato e con i famosi. Questa Medersa comprende anche una splendida Moschea con il suo minareto, non visitabile ai non musulmani.

Orari e giorni di visita: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 17.30. Durante il Ramadan l’ingresso è consentito dalle ore 9.00 alle 16.00. Il biglietto costa circa 2 €.

Vicino alla Médersa si può visitare il palazzo di Dar-Batha che ospita il museo dell’artigianato marocchino. Si possono ammirare oggetti in legno, zellij, tappeti e una splendida collezione di ceramiche tra cui le tipiche ceramiche blu cobalto di Fès. All’interno del palazzo ci si può rilassare ammirando i suoi giardini e cortili silenziosi.

Orari e giorni di visita: lun. merc. giov. sab e dom. ore 8.30-12.30; 14.30-18.00. ven 8.30-11.30 e 15.00-18.00. Il martedì è chiuso. Il biglietto costa all’incirca 2 €.

Immancabilmente, girando da soli, ci siamo persi nella Medina, ma basta chiedere a qualche negoziante la giusta direzione per riuscire a ritrovarsi. La sera e sconsigliato avventurarsi nella Medina ma di giorno si può girare da soli in assoluta sicurezza.

5° Giorno

Lasciamo Fes in direzione sud e dopo 50 chilometri raggiungiamo Ifrane, sembra di aver usato un teletrasporto modello Star Trek. Siamo passati dai 43° gradi ai 25°, questa cittadina situata nel Medio Atlante ricorda un paesino alpino in Svizzera. Situata a 1600m sopra il livello del mare è circondata da pini, querce e foreste di cedri. Approfittiamo per riprenderci dalla calura patita nei giorni scorsi, rilassandoci qualche ora prima di procedere sino a Midelt. Abbiamo scelto questa località per spezzare il viaggio sino a Merzouga, ma non c’è nulla da vedere, per dormire ci siamo fermati al Hotel El Massira (160 Dirham a stanza compresa colazione). Il proprietario è molto gentile e disponibile, le stanze sono molto essenziali. Per trovare da mangiare in centro si può trovare qualche banchetto che offre polli allo spiedo decisamente molto cotti, bisogna accontentarsi.

6° Giorno

Durante il tragitto per raggiungere Merzouga, attraversiamo le Gole dello Ziz, un tratto molto spettacolare provocato dall’erosione dello uadi Ziz. Alcuni villaggi fortificati, spesso in stato di rovina, sorgono sui versanti della gola. La strada prosegue costeggiando il lago artificiale formato dalla diga di Hassan ed-Dakhil per raggiungere quindi la moderna città di er-Rachidia, Proseguiamo per Erfoud, principale centro del Tafilalet; e dopo altri 50 km ecco Merzouga, villaggio alle porte del deserto (erg Chebbi).

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All’ingresso del villaggio siamo assaliti da varie guide che propongono tour nel deserto o alberghi, noi volevamo cercare un hotel segnalato dalla Lonely Planet, ma dopo aver girato a vuoto ci siamo arresi a abbiamo contrattato con una guida che ci ha portato ad un albergo vicino alla Meison Rural, 300 Dirham a testa per camera con aria condizionata, tour nel deserto con pernottamento e cena in un campo berbero e colazione al rientro in albergo al mattino. Abbiamo due ore prima del tramonto e approfittiamo della camera per una doccia e riposarci. Alle 18.30  prepariamo uno zainetto e saliamo sui dromedari, passiamo due ore ciondolando tra le dune prima di raggiungere il campo dove dopo una cena a base di Tajine e come dessert melone, ci stendiamo sui tappeti all’aperto e passiamo la notte. Prima dell’alba ci alziamo e rientriamo al hotel dove ci riposiamo un paio d’ore  prima di riprendere il nostro viaggio.

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