Namibia



Namibia

Agosto 2001

L’Africa per noi era ancora inesplorata, era ora di scoprirne il suo fascino. Decidemmo di visitare la Namibia anche in considerazione del fatto che è un paese sicuro per i viaggiatori, inoltre offriva bellezze naturali spettacolari. Non so se riuscirò a descrivere le forti emozione che questo viaggio  ha creato, il solo raccontarne mi riempie il cuore, sarà il mal d’Africa?

Io e la mia instancabile compagna Paola, arrivammo al aeroporto di Windhoek, capitale della Namibia, il mattino,  l’aria frizzante e il cielo terso ci misero allegria.

Approfittammo di un passaggio in macchina, fino in centro città offerto da una coppia di Italiani che avevamo conosciuto sull’aereo e che avevano già prenotato l’auto dall’Italia.

Una volta arrivati in centro, zaini in spalla, ci dirigemmo verso una colonna di Taxi per farci portare in un ostello che la nostra immancabile guida (Lonely Planet) ci consigliava, nella speranza di trovare subito una sistemazione per la notte, indicai al primo autista del Taxi, un omino di colore con abiti sgualciti, l’indirizzo dell’ostello, lui guardò un paio di minuti la nostra guida, ce la restituì e ci disse di andare dritto per tre chilometri !!!! Gli dissi che volevamo prendere il Taxi, ci guardò e ci disse di andare a piedi, mah!!! Ci rivolgemmo al secondo tassista, stessa risposta, stavamo per andare verso il terzo autista, quasi rassegnati ad andare a piedi, quando un vocione alle nostre spalle disse: “Can I help you?” (posso aiutarvi?), ci girammo e vedemmo un omone, un bianco che con un sorriso stampato che ci rifece la stessa domanda, chiedemmo informazioni a lui su come arrivare all’ostello visto che i tassisti  non si degnavano di portarci, lui guardo la nostra guida e disse: “no problem” caricò i nostri zaini sulla sua macchina e ci accompagnò all’ostello, fu così che conoscemmo Peter. Durante il tragitto ci spiegò che i taxi li prendono solo la gente di colore, i bianchi e i neri, ci disse, non hanno problemi a convivere insieme ma preferiscono stare separati, i bianchi hanno in mano il tessuto commerciale e la manodopera e spesso delegata ai neri.

Arrivati all’ostello aspettò gentilmente per vedere se trovavamo da dormire, altrimenti ci avrebbe aiutato a trovare un’altra sistemazione, visto che all’ostello c’era disponibilità gli chiesi se potevo ricambiare offrendogli un caffè. Accettò volentieri, e seduti nella sala comune, prendemmo qualcosa di caldo, parlammo mezz’ora e si informò da dove arrivavamo e rimanemmo allibiti tutti e tre nello scoprire che una sua zia abitava in Italia ad una quindicina di chilometri da casa nostra.

Dopo il caffè ci disse che doveva scappare al lavoro, era un rappresentante di un’industria di pasta, ma ci lasciò il suo biglietto da visita insistendo a tutti i costi di chiamarlo in caso di problemi.

L’ostello era molto accogliente (8€ a testa per notte), con una sala comune piena di viaggiatori di tutto il mondo, un’atmosfera davvero amichevole, ci informammo subito per affittare l’auto e cominciammo a chiamare un po’ di agenzie ma non avevano subito a disposizione un’auto da noleggiare, bisognava aspettare tre o quattro giorni. Nel primo pomeriggio decidemmo di chiedere aiuto a Peter, lo contattammo al telefono per chiedergli se conosceva qualche altro autonoleggio, ci disse che fra qualche ora staccava dal lavoro e ci raggiungeva all’ostello, verso le 18 arrivò e dopo un  paio di telefonate riuscì a trovare chi ci avrebbe noleggiato l’auto che ci sarebbe stata consegnata all’ostello la sera dopo, perfetto. La sera, ci presentò sua moglie ed insieme andammo in un locale per cenare insieme, ottima cena a base di carne alla griglia, birra e ottima compagnia. Con uno stratagemma, per ricambiare dell’aiuto, riuscì a pagare il conto per tutti (dopo quella sera non sarei più riuscito a fregarlo).

Il giorno dopo Peter, venne di nuovo in nostro soccorso, al mattino presto ci accompagnò all’ufficio del Turismo ed, intercedendo per noi con un paio di chili di pasta che regalò all’impiegata, ci fece passare subito.

Sono rimasto allibito dall’organizzazione, altro che africani, comodamente seduto nell’ufficio del turismo, in mezzora, consultando tutte le tappe che avevamo programmato, l’impiegata ci prenotò al computer gli ingressi ed i pernottamenti in tutte le riserve e i parchi naturali che dovevamo visitare, pagando subito ci rilasciarono dei coupon con le nostre prenotazioni da presentare all’ingresso dei parchi.

Peter doveva andare da un cliente appena fuori città e ci disse che se volevamo ci accompagnava ad Okahandja  un grosso mercato artigianale che era sulla sua strada  e che sarebbe ripassato a prenderci al ritorno nel pomeriggio, visto che non avevamo altro in programma accettammo. Durante il tragitto rimanemmo colpiti dai numerosi babbuini che affollavano il ciglio della strada.

L’enorme mercato artigianale esponeva paccottiglia di vario genere, maschere di legno, statue giraffe intagliate, collane di conchiglie insomma roba di poco valore, i pezzi veramente degni di essere acquistati rientravano nell’antiquariato ma a prezzi improponibili.

Nel pomeriggio Peter passo a prenderci e ci portò in una riserva privata, dove abbiamo visto il nostro primo rinoceronte, all’interno della riserva ci siamo gustati delle birre gelate servite in bar spettacolare, seduti in comode poltrone in vimini attorno a tavoli in legno pregiato e con una vista sulla savana.

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Al rientro all’ostello trovammo la nostra auto, consiglio di farvi dare due ruote di scorta, ci congedammo da Peter che ci fece promettere di ricontattarlo al nostro ritorno a Windhoek alla fine del nostro viaggio per salutarci.

3° Giorno

Il mattino seguente caricammo gli zaini in auto e partimmo per raggiungere, dopo circa 260 km e tre ore di viaggio, l’Hardap Dam Game Reserve una piccola riserva faunistica intorno ad un bacino artificiale, qui piazzammo la tenda in un camping (13€ per notte) e visitammo il parco (8€ a testa). Guidare in Namibia, se ami gli spazi aperti, e stupendo a patto di usare qualche piccola accortezza: la guida è a sinistra, fare il pieno di benzina appena trovi un rifornimento, partire con due ruote di scorta perché le strade sono per la maggior parte sterrate e puoi viaggiare delle ore senza incontrare nessuno, su sterrato rispetta i limiti di 60 km orari, sembrano pochi ma se incroci un’animale e devi frenare ti accorgerai che sono pure troppi.

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4° Giorno

Partenza per Keetmanshop (250 Km/3 ore) dove piazzammo la tenda (7€ per la notte), durante il tragitto visitammo Kokerboom Forest una foresta dagli alberi alquanto singolari. La sera ci concedemmo una ottima cena al ristorante (12 €)

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5° Giorno

Partenza per Fish River Canyon  (350 Km/8 ore) entrammo nel parco (3€ al giorno a testa per biglietto) e piazzammo la tenda nel posto assegnatoci a Windhoek (13€ per notte). Qui scoprimmo cosa intendevano per posto tenda, una superficie dove era possibile montare 4 tende, con annesso tavolo in legno e struttura per fare il barbecue, dovete sapere che i namibiani (bianchi) sono amanti della carne alla brace, già al mattino accendevano il fuoco per fare colazione con salsicce.

6°-7° Giorno

il Fish River Canyon è un maestoso canyon  paragonabile al Grand Canyon degli Stati Uniti, di dimensioni minori ma non certamente inferiore come maestosità, la poca presenza di turisti rende questo luogo assolutamente da non perdere, dalla sommità, ignorando i cartelli di pericolo, scendemmo sino al corso del fiume passando una giornata magica.

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8° Giorno

Spostamento a Luderitz (470 Km/8 ore), giornata passata alla guida su strade sterrate ma con panorami stupendi, in 8 ore avremo incrociato dieci auto, per chi non ama il traffico….

9° – 10° Giorno

Luderitz è una splendida città ordinata ma è anche un città che non ti aspetti visto che è un piccolo angolo di Baviera sull’oceano atlantico circondato dal deserto, testimonianza della forte presenza della colonia tedesca prima del 1990 anno in cui la Namibia divenne stato indipendente.

Trovammo da dormire in un Bed and Breakfast da Haus Hansa (24 € per la camera). Luderitz è un posto ideale per rilassarsi con possibilità di escursioni in barca alla colonia di pinguini di Halifax Island (23 € a persona) e la spiaggia Agate Bay, da non perdere la città fantasma di Koolmanskoop, agli inizi del ‘900 era un fiorente centro diamantifero, fu poi abbandonato ed oggi è quasi completamente sommerso dalla sabbia.

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11° Giorno

Partiamo da Luderitz per il Namib Naukluft Park (518 km/ 8 Ore),  è un’area naturale protetta situata nel deserto del Namib con un’estensione totale di 49.768 km² (pari all’incirca all’area della Svizzera), ci sistemiamo nel campo base per la notte (20€ per notte) a pochi chilometri del deserto del Namib, il deserto più arido e antico del mondo (80 milioni di anni).

12° Giorno

Ci alziamo prima dell’alba, per raggiungere la Duna 45 dove ci appostiamo per vedere sorgere il sole.

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Pian piano i colori del deserto si accendono mostrandosi in tutto il suo splendore passando da un giallo ocra ad un’arancio intenso, ci buttiamo giù dalla ripida duna e passiamo la giornata a camminare nel Sossusvlei, la zona più accessibile del mare di sabbia, esperienza indimenticabile.

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13° Giorno

Iniziamo la giornata a visitare il Canyon di Sesriem, altra meraviglia della natura, per poi spostarci a Swakopmund  all’Hotel International (40 €).

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14° -15°-16° Giorno

Swakopmund è una splendida città turistica piena di ristoranti sulla spiaggia, ci fermammo qualche giorno per goderci questa località, e per visitare i dintorni: Welwitschia Drive, un percorso turistico e la “Martin Luther”, una locomotiva a vapore del 1896 abbandonata in mezzo al deserto.

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17° Giorno

Partiamo per raggiungere la vetta dello Spitzcoppe (1728 metri di altezza)  una montagna dalla forma particolare per poi dirigerci verso Cape Cross, una immensa colonia di otarie, concludiamo la giornata fermandoci a dormire a Henties Bay in tenda (12€) dopo esserci gustati un’ottima cena a base di pesce (13€ a testa).

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18° Giorno

Partiamo presto per visitare la Skeleton Cost Park, (300 Km / 7 ore) la costa degli Scheletri, così chiamata per i numerosi relitti di navi che si sono arenate dopo aver fatto naufragio, e pernottiamo a Terrace Bay.

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19° Giorno

Ripercorriamo la strada in senso inverso e arriviamo a Twyfelfontein, (400 km/ 8 ore) dove si possono ammirare i dipinti rupestri e i graffiti dell’età della pietra presenti sulle rocce di nell’arenaria, ci fermiamo a dormire al campo di Aba Abuab.

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20° Giorno

Siamo partiti il mattino presto per raggiungere la nostra prossima meta (300 km), ci fermiamo per visitare la Pietrified Forest, arrivando il tardo pomeriggio al campo di  Okaukuejo nell’Etosha National Park (20€ per notte e 10€ il costo al giorno del permesso per l’ingesso al parco ), montata la tenda siamo andati a vedere gli elefanti che la sera arrivavano in prossimità del campo per abbeverarsi, ogni campo è provvisto di una pozza di acqua illuminata e, soprattutto durante le ore notturne, è possibile ammirare tutti gli animali della savana e osservarli in massima sicurezza mentre svolgono le loro attività abituali, lo spettacolo e l’atmosfera sono indimenticabili.

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21°-22°-23° Giorno

Passammo questi tre giorni per visitare l’Etosha Park, uno dei luoghi migliori in tutta l’Africa per osservazione gli animali, si ha possibilità di vedere giraffe, leoni, antilopi, gnu, rinoceronti, zebre, iene e sciacalli. La grande organizzazione di questo parco e la comodità delle strade che lo attraversano rende molto semplice attraversare i suoi sterminati territori. All’interno del parco si trovarono campi tra i più attrezzati di tutta la Namibia con ampia capacità ricettiva con sistemazioni in tenda o in bungalow.

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24° Giorno

Raggiungiamo Otijwarongo dove montiamo la tenda (13€).

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25° Giorno partiamo per visitare il Waterberg Plateau Park ( un altopiano dove è possibile vedere i rinoceronti neri, ci affidiamo ad una escursione i fuoristrada (7€ a testa).

26° Giorno

Raggiungiamo Windhoek alla sera e torniamo all’ostello che già conosciamo.

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27° Giorno

Prima di riconsegnare l’auto dopo 6000 km, la portammo in un autolavaggio visto lo stato in cui era. Telefonammo a Peter ed organizzammo la serata in un ottimo ristorante dove raccontato il nostro viaggio. Il giorno dopo, alla sera, Peter ci accompagnò all’aeroporto dove ci saremmo imbarcati per l’Italia. Un viaggio tra i più belli che ho fatto, pieno di emozioni e avventura.

Informazioni Utili

snami

bnamiNome in lingua locale:

Republic of Namibia

Governo: Repubblica

Superficie (Km²): Km 825.118

Popolazione: 1.660.000

Capitale: Windhoek

Lingue utilizzate:
Afrikans e Inglese (uff.) Tedesco, Bantu

Religioni: Luterani 62,3 % Cattolici 19,8%

Gruppi etnici: Ovambo 47,4% Kavango 8,8% Damara 7,1% Herero 7,1% Bianchi 6,1% Nama 4,6% Caprivi 3,6%

Moneta: Dollaro Namibiano

Fuso orario: +1

Prefisso telefonico: 00264

Corrente elettrica: 220V* 50 Hz D * a Keetmanshoop 230V

Ambasciate e consolati in loco:Windhoek 1, Anna Street – Ludvigsdorf
Tel. 0026461 228602      Fax 229860

Documenti necessari per l’accesso:
È necessario il passaporto con almeno sei mesi di validità, il visto viene rilasciato all’arrivo nel paese

Itinerario

Itinerario Namibia

  • CONSIGLI
  •  fornirsi di torcia elettrica e di bussola
  •  arrivare a destinazione prima del tramonto del sole
  •  rispettare il limite di 60 km orari sulle strade sterrate che sono la maggior parte
  •  richiedere la fornitura di una seconda ruota di scorta
  •  copertura completa dell’assicurazione (collision damage waiver- theft loss waiver in caso di danni al veicolo o furto)
  •  controllare che i documenti dell’auto siano completi
  • fate rifornimento di carburante appena trovate

 

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