Ungheria in Bicicletta



Ungheria in Bicicletta

Agosto 2004

Quest’anno, io e Paola, siamo stati coinvolti in una vacanza “alternativa”, i nostri amici ci hanno convinto ad aggregarci con loro per esplorare l’Ungheria in bicicletta. Siamo appassionati di bicicletta e durante l’anno  pedaliamo regolarmente ma i nostri giri abituali non superano i 100 chilometri e non sapevamo come il nostro fisico avrebbe reagito a pedalare tutti i giorni con i bagagli e sotto il sole di agosto. La preparazione atletica che avevamo era di circa 1500 chilometri nelle gambe fatta da uscite dall’inizio dell’anno (non sono molti). Per quanto riguarda la bicicletta abbiamo usato una mountain bike attrezzata con i portapacchi posteriori e relative borse, con un carico di circa 14 chili tra vestiario e pezzi di ricambio. Abbiamo tenuto i copertoni da fuoristrada in quanto prevedevamo di fare dei tratti su sterrato. Completati tutti i preparativi non ci restava che partire, il gruppo di impavidi pedalatori era composto da sei ciclisti, noi due più i nostri amici, Tiziana, Renato, Augusto e Paola. Caricate le auto siamo partiti per raggiungere Vienna. Ci siamo fermati ad una decina di chilometri da Vienna, dove abbiamo trovato un Hotel nel cui parcheggio esterno abbiamo lasciato le auto e la mattina seguente siamo partiti con la biciclette. Queste le tappe che abbiamo fatto.

Giorni                         Tappa                                           km

1°    Vienna  – Stopfenreuth – Neusiedl A. See          70

2°    Neusiedl – Fertod                                                   70

3°    Fertod – Kapuvar – Gyor                                       110

4°    Gyor – Tata                                                               90

5°    Tata – Visegrad – Vac                                             95

6°    Vac – Holloko                                                           80

7°    HolloKo – Gyongyos                                                70

8°    Gyongyos – Heves – Tiszafured                             93

9°    Tiszafured – Hortbagy                                              50

10°   Hortbagy

11°   Hortobagy – Kiskore                                                 70

12°   Kiskore – Jaszbereny                                                62

13°   Jaszbereny – Godollo                                               55

14°   Godollo – Szentendre                                               25

15°   Szentendre – Esztergom – Komarom                  100

16°   Komarom – Gyor                                                       34

17°   Gyor – Budapest                                                        50

18°   Budapest

Tra l’itinerario ed i giri vari abbiamo percorso circa  1150 Km!!!

1° Giorno

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Abbiamo pedalato lungo il Danubio, questo tratto, completamente in piano, è veramente piacevole, l’Austria e super attrezzata per le piste ciclabili e lungo il fiume non mancano luoghi di interesse o semplici caratteristici paesini dove riposarsi sorseggiando una bella birra fresca. Raggiungiamo la nostra prima tappa senza troppa fatica, pedalare con i bagagli non ha comportato nessuna difficoltà, ci fermiamo vicino le aree protette del lago Neusiedl A. See, a breve distanza dalla frontiera con l’Ungheria. E’ il più grande lago di steppa europeo, salmastro e privo di emissari, con i vasti territori orientali adiacenti detti Seewinkel, comprendenti steppe, paludi e numerosissimi stagni. Il grande interesse della zona è dato dall’avifauna, comprendente circa 300 specie di uccelli, la metà dei quali nidificanti. Tra i più notevoli spatola, airone bianco maggiore, cicogna bianca e mignattaio.

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2° Giorno

Raggiungiamo il confine con l’Ungheria, passiamo la frontiera senza problemi e ci dirigiamo a Fertod subito dopo la frontiera austriaca. Qui visitiamo il complesso architettonico chiamato la “Versailles ungherese”, sorto per volontà del principe Miklós Esterházy detto il “Magnifico”, che a metà del 1700 fece costruire il suo castello sull’esempio della reggia di Versailles.

3° Giorno

Ci rimettiamo in sella, che non riesce ancora ad avere un buon feeling con il fondo schiena, per fare una tappa un po’ più lunga ma essendo sempre in pianura la affrontiamo senza problemi e raggiungiamo Gyor. Chiamata anche la “città dei fiumi”,  poiché qui s’incontrano il Danubio, il Rába ed il Rábca. Sulla cima della collina erge l’imponente Cattedrale vescovile, costruita attorno al 1030. Sulla Piazza Martinovics, è collocata la statua di S. Michele che impugna la spada di fuoco per cacciare il diavolo nell’abisso.

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4° Giorno

Partimmo il mattino presto, dopo una ventina di chilometri, per una distrazione ad un attraversamento di un passaggio ferroviario, la nostra amica Paola cadde procurandosi, fortunatamente, solo qualche escoriazione e qualche livido, chi era dietro di lei, l’altra Paola, sterzando bruscamente andò a incastrare la ruota nelle rotaie deformando completamente il cerchione e cadendo senza conseguenze. Ovviamente tra i pezzi di ricambio i cerchioni non erano contemplati, per poter di nuovo rimetterci in viaggio siamo dovuti tornare in paese per trovare un negozio che vendesse biciclette e comprare un cerchione. Ormai era primo pomeriggio e per recuperare il tempo perduto, decidemmo di prendere un treno per raggiungere la nostra meta, la bigliettaia non conosceva bene l’inglese ma ci spiegò che per arrivare dove volevamo dovevamo prendere prima un treno per Budapest, e li cambiare treno. Caricammo le bici sul treno e dopo un’ora arrivammo a Budapest, avevamo circa un’ora di tempo prima di prendere la coincidenza, scoprimmo però che il treno partiva da un’altra stazione secondaria, nel frattempo scaricando le bici scoprì che avevo la ruota posteriore forata, mentre cambiavo velocemente la camera d’aria i miei amici chiedevano informazioni su come raggiungere l’altra stazione, scoprimmo che distava circa 5 chilometri, ci rendemmo subito conto che non saremmo mai riusciti a districarci per il centro di Budapest ed arrivare in tempo per prendere il treno. Mi venne un’idea, andai da un tassista e gli chiesi se, pagando la corsa, ci guidava sino alla stazione a patto che andasse piano e ci aspettasse. Fu così che per il centro di Budapest, quel giorno, un taxi seguito da sei biciclette cariche, alla folle velocità di 15 km/h, ci condusse alla stazione. Devo dire che nonostante il traffico e il fatto che intralciavamo non poco le altre auto, nessuno ha suonato o inveito contro di noi, in qualsiasi città italiana ci avrebbero linciato. Arrivammo appena in tempo alla stazione e caricammo le bici in fretta e furia sul treno che ci portò a destinazione a Tata chiamata “la città delle acque”. Il lago Öreg (Vecchio), il lago Cseke e l’abbondanza delle acque ferme e di sorgente rendono Tata un luogo di villeggiatura. Una curiosità della città sono gli antichi mulini ad acqua, alcuni funzionanti e adibiti a museo. Nonostante le escoriazioni, i lividi, il cerchione rotto, la foratura, il disguido della stazione, la corsa per la città, il morale era ancora alto e la sera ci godemmo una meritata e abbondante cena.

5° Giorno

Riprendiamo la nostra pedalata  che ci porterà a visitare prima  Visegrad, una bella cittadina  e poi Vác. Vác ha conosciuto vicende alterne dai periodi di grande lustro,  sede vescovile sin dai tempi di Stefano I, con la cattedrale in stile romanico,  alla distruzione completa attuata durante l’occupazione ottomana. Solo dopo il 1686, l’anno della cacciata dei turchi, la città cominciò a rifiorire acquisendo le caratteristiche barocche che ancora la distinguono. Oggi, la città è resa notevolmente bella dalla piazza principale ma, soprattutto dall’Arco di Trionfo, unico nel paese, eretto nel 1746 in occasione della visita dell’imperatrice Maria Teresa

6°Giorno

Ormai procediamo spediti, e raggiungiamo Holloko che gode del privilegio di figurare sulla lista del patrimonio mondiale stilata dall’UNESCO come primo villaggio. È un piccolo paese tra i monti di Cserhat che ha conservato in modo particolare la sua struttura medievale. Il centro formato da 58 edifici, un vero e proprio museo. Ricordano lo spirito del XIX secolo le esposizioni della via Kossuth: il museo delle poste (al numero 80) con divise e armi dei postini di 200 anni fa, la filanda (al 94) invece fa vedere gli strumenti e gli arnesi dell’artigianato tessile. Molte delle case del villaggio accolgono i visitatori. Dalla fortezza del XIII secolo, che si erge sul monte sopra il villaggio, si gode della vista di uno splendido panorama circolare sul paesaggio.

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7° Giorno

Gyongyos È il punto di partenza delle gite nei monti di Matra. La cittadina è famosa per il santuario della chiesa gotica dei francescani e il chiostro (piazza Baratok 3), nonché per la biblioteca che custodisce libri rari. Vere e proprie curiosità si vedono nelle sale d’esposizione del Museo Matra (via Kossuth Lajos. 40): uno scheletro del tutto integro di un mammut, la collezione di uova più grande d’Europa, 37.000 pezzi, una famiglia viva di api, il diorama rappresentante la flora e la fauna dei monti di Matra, una miriade variopinta di coleotteri, farfalle, pesci, rettili e anfibi.

8° Giorno

Entriamo pedalando nella grande pianura Hortobágy,  raggiungiamo Tiszafured,  il più grande centro abitato intorno del bacino idrico di Kisköre di cui fa parte il lago Tisza, accanto all’acqua morta del Tibisco, coperta di ninfee.

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9°/10° Giorno

Raggiungiamo e ci fermiamo un giorno per visitare Hortobagy, è una sterminata distesa di praterie e steppa, la celeberrima Puszta,  intersecata da fiumi e canali, costellata da laghi e stagni bordati da canneti e boschi. Gli stagni ospitano un grande numero di uccelli. (Svasso maggiore, Svasso collorosso, Svasso piccolo e Tuffetto), otto specie di aironi (Airone bianco maggiore, Airone rosso, Airone cenerino, Garzetta, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Tarabuso, Tarabusino). Particolari  anche gli animali domestici, assolutamente caratteristici, che sono stati salvati da un estinzione che appariva, pochi decenni fa, quasi inevitabile: le villose pecore Rackza, le uniche pecore con le corna attorcigliate, i cavalli Nonius, gli enormi buoi grigi e i maiali manganici.

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11°/12° Giorno

Cominciamo il rientro, facendo due tappe per raggiungere Jaszbereny. E’ stata per secoli il centro abitato dal gruppo di popoli di origine iranica, trasferitosi nel XIII secolo nel bacino dei Carpazi, i cosiddetti ‘jasz’. Il corno d’avorio è il tesoro custodito nel Museo Jasz, è riccamente decorato e considerato il mitico corno del condottiero Lehel, eroe del X secolo famoso per le battaglie combattute in Germania.

13° Giorno

Arriviamo a Godollo dove si può visitare il Castello Grassalkovich, il castello della Principessa Sissi, L’immenso gruppo monumentale barocco, costituito dal castello a forma di W, dagli edifici di dipendenza e dal parco di 29 ettari, si estende per ben 17 mila metri quadrati. Negli anni dal 1867 al 1916, l’edificio venne usato come residenza di riposo dall’imperatore d’Austria e Ungheria Francesco Giuseppe I e da sua moglie, la regina Elisabetta, conosciuta universalmente come “la Principessa Sissi”.

14° Giorno

Visitiamo Szentendre, la più famosa località turistica sull’ansa del Danubio. E’ una città d’arte con molti musei: qui trovate il museo all’aperto Skanzen, che illustra l’architettura e la vita dei Carpazi, e il museo Kovàcs Margit, uno dei musei più famosi d’Ungheria. Altri 16 tra musei e gallerie testimoniano del ricco passato e della vita artistica della città.

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15° Giorno

In Questa lunga tappa ci fermiamo a visitare Esztergom, cittadina con le sue case in stile barocco, classico e romantico, attraversata da piccole stradine.  Da visitare Il Palazzo Reale medievale che ospita il museo. Di particolare rilievo è la Cappella della Fortezza, dalla torre della Fortezza è possibile ammirare un magnifico paesaggio. Arriviamo a  Komarom,  sulla riva del Danubio,  dove troviamo da dormire su un battello adibito ad albergo.

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16° Giorno

Arriviamo a Gyor che avevamo già visitato all’andata ma ci fermiamo per la notte.

17°/18° Giorno

Raggiungiamo Budapest, e passiamo due giorni in visita per la città, siamo arrivati che era festa nazionale e lungo le rive del Danubio si svolgevano concerti e manifestazioni, la pattuglia aerea acrobatica si esibiva durante il giorno volando a bassa quota sul Danubio e passando sotto i ponti compiendo evoluzioni spettacolari.

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Da Budapest  per ritornare a Vienna abbiamo scelto di prendere un aliscafo (75€ a testa + 18€ per la bici) che navigando sul Danubio ci ha riportati sino in centro città dove abbiamo pernottato, il mattino seguente abbiamo raggiunto le auto e siamo rientrati in Italia.

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Se amate pedalare questa esperienza è sicuramente da provare, con un minimo di preparazione potete tranquillamente affrontare questo itinerario, è quasi totalmente in piano tranne la zona del Tocai dove qualche salita dovrete affrontarla, abbiamo sempre trovato facilmente da dormire con una spesa media di 15 € a testa e la cucina ungherese, seppure non molto varia, è ottima, con 10 € a testa potrete gustare le loro specialità in abbondanza. Abbiamo sempre trovato gente cordiale e disponibile. In Ungheria trovate  alcune piste ciclabili e le strade secondarie sono poco trafficate, si può pedalare in sicurezza.

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(Foto gentilmente concesse da Augusto)

Informazioni Utili

sungbung

Nome in lingua locale: Mgyar _ Magyar Koztarsasag

Governo: Repubblica parlamentare

Superficie (Km²): Km 93.054

Popolazione: 9.935.774

Densità della pop.: 107 ab. Per Km2

Capitale: Budapest

Lingue utilizzate: Ungherese

Religioni:
Cattolici 63,1% Protestanti 25,5%

Gruppi etnici: Magiari 97% Tedeschi, Slovacchi, Croati, Serbi, Romeni e altri 3%

Moneta: fiorino Ungherese

Fuso orario: +1

Prefisso telefonico: 0036

Corrente elettrica: 220V 50 Hz C , F

Ambasciate e consolati in Italia:
Via Villini, 12 00100 Roma Tel.06/44249938

Ambasciate e consolati in Italia:
Via Villini, 12 00100 Roma Tel.06/44249938

Documenti necessari per l’accesso:
Basta la carta d’identità valida per l’espatrio qualora la permanenza non sia superiore ai 90 giorni. Per i minori, con età inferiore a 15 anni, è richiesto il passaporto o l’inserimento sul passaporto di uno dei genitori.

Itinerario

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